Xiaomi e la sicurezza dei suoi smartphone e dei suoi servizi sono stati al centro di alcune “inchieste” negli ultimi anni. Inizialmente il polverone venne alzato da Forbes in merito alla violazione della privacy degli utenti. Successivamente, la Lituania accusò il colosso cinese di censura e di controllo delle informazioni. Oltre a questo, l’ex Presidente degli USA Donald Trump volle inserire Xiaomi all’interno della black list delle aziende militarizzate dal governo cinese. Tutti duri colpi per l’azienda cinese che, come apprendiamo da fonti interne, ha superato tutti i test della BSI, ovvero l’Ufficio federale tedesco per la sicurezza delle informazioni. Andiamo a vedere i dettagli.
Xiaomi è un’azienda sicura? Allo stesso modo i suoi smartphone e la MIUI sono sicuri? La BSI ha fatto un’indagine e ha decretato che lo è
Dopo mesi di test, l’Ufficio federale per la sicurezza delle informazioni (BSI) non ha riscontrato lacune di sicurezza o funzioni di censura integrate nei telefoni cellulari del produttore cinese Xiaomi. Giovedì scorso un portavoce della BSI ha affermato che non sono state riscontrate anomalie che richiedessero ulteriori indagini o altre misure. A settembre, il Ministero della Difesa lituano ha raccomandato ai consumatori di evitare di acquistare smartphone cinesi o di sbarazzarsi dei dispositivi che hanno già acquistato. Xiaomi aveva sempre smentito le accuse.

Nello specifico, il portavoce di BSI ha dichiarato: “Dopo la pubblicazione del rapporto tecnico sugli smartphone Xiaomi, BSI ha condotto un’indagine di diversi mesi sui dispositivi rilevanti del produttore con scenari operativi automatizzati“. Secondo il portavoce, la BSI non è stata in grado di rilevare alcuna trasmissione di liste di filtri. Il risultato si riferisce all’indagine svolta in Germania, ha sottolineato il portavoce.
Secondo l’Agenzia lituana per la sicurezza informatica, negli smartphone Xiaomi sono state rilevate funzionalità di censura integrate, nonché una vulnerabilità di sicurezza in alcuni telefoni realizzati dal produttore cinese Huawei. I cellulari Xiaomi venduti in Europa riconoscerebbero e censurerebbero termini come “Tibet libero“, “Lunga vita all’indipendenza di Taiwan” o “Movimento per la democrazia“, ha affermato l’autorità l’estate scorsa. All’epoca, Xiaomi ha affermato di utilizzare il software per proteggere i consumatori da determinati tipi di contenuti, come la pornografia, e ha descritto la procedura come una misura standard nel settore.
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